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I criteri ESG sono un fattore competitivo per le PMI. Agire ora è un vantaggio.

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ESG e PMI: la sfida strategica che non puoi più ignorare.

Tempo di lettura: 5 minuti

Nell’agenda degli imprenditori italiani, un tema sta rapidamente scalando le priorità: la sostenibilità. Non più solo un vezzo delle grandi aziende o un obbligo normativo all’orizzonte, ma un vero e proprio spartiacque per chi vuole rimanere competitivo. Oggi, in un mercato che premia trasparenza, responsabilità e innovazione, adottare i criteri ESG (Environmental, Social, Governance) non è più un’opzione ma un passo strategico. Eppure, tra chi ha già intrapreso questo percorso e chi ancora fatica a comprenderne il valore, le PMI italiane si trovano in una fase di grande fermento e incertezza. 

Per fare chiarezza abbiamo raccolto il punto di vista di un esperto che ha dedicato la sua vita professionale a trasformare la sostenibilità da sfida a vantaggio competitivo: l’ingegner Angelo Freni, fondatore di SUSTAINY®, organismo di certificazione leader nel settore.

In questa intervista, Freni ci racconta perché i criteri ESG stanno cambiando il modo di fare impresa — e perché ogni giorno perso oggi è un vantaggio in meno domani.

ESG: moda, obbligo o opportunità di crescita?

Molti imprenditori continuano a pensare che la sostenibilità sia affare da grandi aziende, o un obbligo da affrontare solo quando sarà inevitabile. Ma questa convinzione, avverte Freni, è già sorpassata:

“L’ESG non è una moda né solo un vincolo normativo. È una leva strategica. Oggi, solo il 18% delle PMI italiane ha avviato un percorso strutturato. Chi lo fa ora ottiene benefici immediati: migliori condizioni bancarie, accesso facilitato a filiere strategiche, margini più alti.”

Il vero tema oltre alla responsabilità ambientale è la competitività. E chi parte per primo, crea un vantaggio che gli altri impiegheranno anni a colmare.

Perché aspettare è un errore

L’approccio “aspettiamo che diventi obbligatorio” è uno dei più grandi rischi per chi fa impresa oggi. Gli incentivi per chi agisce subito sono reali e misurabili:

  • Spread bancari più bassi, fino a 2-3 punti percentuali in meno sui finanziamenti
  • Maggiore fiducia da parte di clienti B2B e B2C
  • Corsie preferenziali per bandi pubblici e gare

“La sostenibilità non è un freno: è un acceleratore di business. Chi la integra guida il cambiamento. Gli altri lo subiranno.”

ESG: accesso al credito, filiere e bandi

Dal 2025, le banche inizieranno a valutare il rischio ESG ancora prima dei bilanci finanziari. E le grandi aziende, sempre più spesso, scelgono fornitori che siano in grado di dimostrare credenziali ESG concrete.

“Chi non ha un sistema ESG strutturato rischia l’esclusione da finanziamenti, filiere strategiche e interi mercati.”

Non è una partita che inizierà domani. Si sta già giocando — e restare fuori significa non giocarla affatto.

Il primo passo: cambiare metodo, non spendere di più

Spesso le PMI temono che intraprendere un percorso di sostenibilità richieda investimenti ingenti o risorse dedicate. In realtà, spiega Freni, è prima di tutto una questione di metodo:

“La sostenibilità è un cambio di approccio, non di spesa. Si parte con una valutazione ESG che individua le priorità. La nostra ‘spinta gentile’ aiuta le aziende a iniziare, anche con risorse limitate.”

Ogni PMI può iniziare. Serve solo il passo giusto — e una guida affidabile.

Nessuna PMI è troppo piccola

La taglia dell’azienda non conta. Freni ricorda casi di botteghe artigiane e aziende agricole con pochi dipendenti che hanno ottenuto certificazioni ESG e migliorato fiducia, margini e opportunità.

“È come Internet nel 2000: chi non ci ha creduto è rimasto indietro. Chi parte ora, anche nel piccolo, può diventare un modello.”

Un caso concreto: Cutting Edges SB

Un esempio che vale più di mille parole. Cutting Edges SB, PMI italiana specializzata in attrezzature per piegare cartoni, ha integrato l’ESG con SUSTAINY® e ottenuto un rating AA+.

I risultati?

  • Migliore rating con le banche
  • Accesso a nuove catene di fornitura multinazionali
  • Crescita della marginalità operativa
  • Zero scarti di produzione, riutilizzati per una nuova linea di mobili di design di alta gamma, presentata al Salone del Mobile di Milano

Un chiaro esempio di come l’ESG non sia un costo, ma un investimento ad alto rendimento.

La sostenibilità si vive, non si applica 

Il cambiamento più importante, spiega Freni, non è tecnico né normativo. È culturale.

“Serve un cambio di visione: dal ‘così abbiamo sempre fatto’ al ‘così vogliamo diventare’. E questo lo fanno le persone, non i documenti.”

Senza questo salto interno, ogni progetto ESG resta un esercizio sterile.

Il consiglio di Angelo Freni agli imprenditori

“Domattina, prenotate una valutazione ESG seria e indipendente. Ottenete una certificazione ESG (almeno Classe BBB+), costruite il vostro Credit Book® e, se potete, redigete un bilancio di sostenibilità. Questo è ciò che vi permetterà di accedere ai finanziamenti, conquistare nuovi clienti, entrare in mercati migliori.”

La certificazione ESG non è una formalità. È una bussola strategica per capire dove sei, dove puoi arrivare, e come farlo.

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