“Cash is king.” Questa massima, spesso citata dai trader, vale doppiamente per gli imprenditori. Perché oggi, con l’inflazione che erode valore ogni giorno e i prodotti bancari tradizionali che offrono rendimenti marginali, tenere fermi i capitali può significare perdere opportunità concrete.
In un intervento denso di esempi pratici e senza filtri, Giovanni Borsi – consulente finanziario indipendente e trader di lungo corso – ha offerto una prospettiva nuova su come gestire la liquidità aziendale in modo sicuro ma strategico.
Perché la liquidità aziendale è una leva (e non solo un cuscinetto)
Molti imprenditori gestiscono la liquidità come una riserva passiva. Ma oggi il mercato offre strumenti che permettono di:
- Proteggere il capitale
- Ottenere rendimenti superiori a conti deposito o BTP
- Mantenere la disponibilità nei tempi necessari all’impresa
Secondo Borsi, non è necessario accettare rendimenti scarsi per sentirsi “sicuri”. È invece possibile utilizzare certificati strutturati a capitale protetto, parcheggi intelligenti e strumenti flessibili per ottenere molto di più – senza esporre l’azienda a rischi inutili.
Certificati, fondi, cash: cosa scegliere davvero
Tra fondi e certificati esistono differenze sostanziali. I fondi, spiega Borsi, spesso assorbono parte dei guadagni in commissioni e presentano una struttura poco trasparente per l’investitore. I certificati ben strutturati, invece:
- Possono garantire il capitale
- Consentono una partecipazione a eventuali rialzi del sottostante
- Offrono una gestione efficiente del rischio, specialmente su asset obbligazionari
“Tutti vorrebbero un certificato che rende il 20% con barriere comodissime. Ma io so subito se è strutturabile o meno: tutto dipende dalla volatilità, dai dividendi e dai margini dell’emittente.” – G. Borsi
L’errore più comune? Immobilizzare capitali per un 2-3% annuo
In un mercato in movimento, bloccare liquidità per guadagni minimi è una scelta miope. Giovanni è chiaro: L’imprenditore che dispone di riserve liquide può cogliere 3 o 4 occasioni all’anno, ottenere ritorni migliori e mantenere la flessibilità per esigenze aziendali future.
E se il prodotto che sceglie ha uno spread bid/ask dell’1%, non è veramente liquido. A quel punto meglio BTP, o restare liquidi in attesa della vera opportunità.
Perché gli italiani hanno 1.800 miliardi liquidi? Perché non si fidano più
Il tema della fiducia verso il sistema bancario è cruciale. Secondo Borsi, gran parte dei clienti retail è stata delusa da prodotti venduti più per gli interessi della banca che del cliente. E questo genera immobilismo.
La soluzione? Educazione finanziaria, o almeno il coraggio di fare le domande giuste al consulente. Giovanni ne parla apertamente nei suoi interventi, ma anche nei suoi contenuti video per l’EDUFIN, dove suggerisce quali domande porre per capire se il proprio interlocutore sta lavorando davvero per te.
Gestione attiva, strumenti smart, capitale protetto
Se sei un imprenditore e hai liquidità aziendale ferma, stai rinunciando a valore. Ma puoi iniziare subito a usare strumenti efficienti, a basso rischio, pensati per chi ha esigenze di sicurezza, redditività e flessibilità.
Non si tratta di diventare esperti di finanza, ma di circondarsi di consulenti competenti, etici, indipendenti. E saper riconoscere un’opportunità quando arriva.
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