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Un gruppo di persone non è un team. Diventarlo richiede un processo.

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l team building che hai fatto finora probabilmente erano inutili

Tempo di lettura: 7 minuti

Hai organizzato una cena aziendale, magari una gita fuori porta, forse addirittura un’attività outdoor con una guida esperta. Hai visto le persone del tuo team ridere, stare bene insieme, tornare il lunedì mattina in ufficio con un’energia diversa. E poi, nel giro di due o tre settimane, tutto è tornato esattamente com’era prima?

Non è colpa tua. È che probabilmente stavi usando lo strumento nel modo sbagliato.

Roberto Locatelli, formatore esperienziale con vent’anni di lavoro sul campo, lo ha detto senza giri di parole durante il suo intervento a un Business meeting di Quantico: il problema non è il team building in sé, ma come viene progettato e vissuto dalla stragrande maggioranza delle aziende.

Perché il team building non funziona quasi mai

La risposta breve: perché viene trattato come un evento, non come un processo.

Locatelli ha un termine preciso per l’effetto che si ottiene da una giornata fuori ufficio ben riuscita: “effetto treadmill”. Un picco di entusiasmo, qualche risata condivisa, la sensazione che il gruppo si sia un po’ avvicinato. Poi il tapis roulant rallenta, e dopo tre settimane la distanza tra le persone è la stessa di prima.

Non è un problema di attività sbagliata. È un problema strutturale. Un team building progettato come evento isolato, per quanto coinvolgente, lascia pochissimo. Perché non c’è continuità, non c’è obiettivo specifico, non c’è misurazione. E soprattutto, manca il momento che trasforma l’esperienza in apprendimento: il debriefing.

C’è un secondo errore altrettanto comune: scegliere l’attività prima dell’obiettivo. “Voglio fare un team building in barca a vela.” Perché? “Perché piace all’amministratore delegato.” Questa risposta, racconta Locatelli, arriva con una frequenza imbarazzante. Il risultato è un’esperienza piacevole per chi l’ha scelta e irrilevante per il team.

Il numero che dovrebbe preoccuparti

80 persone in un team. Sembra un dato da azienda grande. Ma il ragionamento vale anche con 15.

La formula che descrive il numero di relazioni attive all’interno di un gruppo è n× (n-1) / 2. Con 4 persone hai 6 relazioni da gestire. Con 10 ne hai 45 mentre con 80 arrivi a 3.160.

Ogni relazione ha le sue frizioni, i suoi silenzi, i suoi malintesi. Gestire un team non significa gestire persone, bensì gestire la complessità esponenziale che si crea tra loro. Ed è precisamente per questo che non basta assumere persone brave: bisogna costruire il sistema che le li fa funzionare insieme.

I dati lo confermano in maniera piuttosto netta. Le aziende con team coesi guadagnano il 23% in più rispetto alla media (MIT Sloan) e risultano cinque volte più performanti (McKinsey). Il costo globale dei dipendenti demotivati pesa sull’economia per 8.900 miliardi di dollari l’anno. Non sono numeri astratti: sono la quantificazione di tutto quello che si perde quando un team non funziona davvero.

La formazione classica non risolve il problema

Il 70% di ciò che si apprende attraverso l’esperienza viene ricordato e applicato. Contro il 29% della formazione d’aula tradizionale.

Questo dato cambia completamente il calcolo del ritorno sull’investimento. Un corso di comunicazione efficace in aula, per quanto ben fatto, lascia meno traccia di un’attività progettata per coinvolgere le persone fisicamente, cognitivamente ed emotivamente nello stesso momento.

Locatelli cita David Kolb, lo studioso che ha teorizzato il ciclo alla base della formazione esperienziale: prima vivi l’esperienza, poi rifletti su quello che è accaduto, poi estrai concetti, poi applichi. È lo stesso processo che Leopardi descriveva nello Zibaldone parlando della composizione dell’Infinito: immerso nell’esperienza non riesce a scrivere, solo dopo, tornato alla ragione, può costruire la poesia. L’immersione viene prima. La comprensione viene dopo.

È il motivo per cui un team building aziendale progettato bene cambia i comportamenti molto più in fretta di qualsiasi corso. Non perché sia più bello. Perché sfrutta il modo in cui il cervello umano apprende davvero.

Cosa significa farlo bene

Il metodo che Locatelli usa si chiama TEAM: Target, Execute, Assess, Multiply. Definisci gli obiettivi, eroga in modo coerente, misura i risultati, applica il miglioramento. È schematico, ma la logica è importante: si parte dall’obiettivo, non dall’attività.

Il primo passo è sempre l’analisi dei bisogni. Cosa non funziona nel tuo team adesso? Comunicazione, fiducia, motivazione, capacità di prendere decisioni sotto pressione? La risposta a questa domanda determina tutto il resto: le attività, i tempi, la struttura del percorso.

Un percorso, appunto. Non una giornata. Le sessioni possono essere anche brevi, anche dentro l’azienda, anche a costo quasi zero. Un team meeting mensile dove si parla della squadra, non dei clienti. La domanda “come stai?” fatta in modo genuito ai propri collaboratori. Sessioni di brainstorming su problemi reali. Spazio per il feedback, anche critico.

Questi non sono sostituti di un team building aziendale strutturato. Sono il contesto che lo rende efficace quando arriva. Un evento di un giorno inserito in un percorso coerente produce risultati completamente diversi rispetto allo stesso evento calato dal nulla.

Il debriefing: il momento che cambia tutto

Nell’esperienza con TIM, un nuovo dirigente doveva costruire relazioni rapide con i suoi dodici collaboratori diretti. Due giorni in ambiente naturale, tecniche di soccorso alpino, situazione di emergenza da risolvere insieme. Per due ore e mezza il gruppo ha girato a vuoto, incapace di coordinarsi. Nell’ultima mezz’ora, qualcosa è scattato: hanno cominciato a comunicare in modo funzionale e hanno risolto tutto.

Il dato interessante non è la soluzione. È che i partecipanti l’hanno notata. L’hanno vissuta sulla propria pelle, in modo inequivocabile.

È lì che entra il debriefing: il momento in cui si torna sull’esperienza, si nominano i comportamenti, si estraggono le lezioni. Senza debriefing, anche un’esperienza intensa rimane fine a se stessa. Con il debriefing, diventa consapevolezza. E dalla consapevolezza si cambia.

Per Locatelli un team building aziendale senza debriefing non è formazione. È intrattenimento.

L’errore che fanno anche le aziende più attente

Il team building in remoto non funziona.

Non è un’opinione. Locatelli cita Giuseppe Riva, tra i più autorevoli ricercatori mondiali su realtà virtuale e comportamento umano: il senso del noi, cioè il senso di appartenenza, la fiducia reciproca, la qualità della comunicazione, si costruisce solo attraverso la presenza fisica. Le persone devono vedersi, sentirsi, occupare lo stesso spazio. Il non verbale non passa attraverso uno schermo.

Questo non significa che gli strumenti digitali siano inutili. Significa che costruire un team attraverso di essi è strutturalmente impossibile.

Un esercizio da fare oggi, in cinque minuti

Prima di qualsiasi investimento in formazione, Locatelli propone un esercizio semplice: scrivi tre aggettivi che descrivono il tuo team oggi. Poi scrivi tre aggettivi che descrivono come vorresti che fosse tra un anno. La distanza tra i due elenchi è il lavoro da fare.

È impreciso, dice lui stesso. Ma è già qualcosa. Ed è gratuito.

Il punto vero è uno solo: senza un’analisi di partenza, qualsiasi attività di team building aziendale rischia di essere spesa mal indirizzata. Non perché l’attività sia sbagliata, ma perché non si sa dove si vuole arrivare.

Il tema del team, della motivazione e delle dinamiche organizzative è uno di quelli che gli imprenditori affrontano quasi sempre da soli, con pochi interlocutori capaci di parlarne con la stessa concretezza. In Quantico Business Club, ogni mese, oltre 600 imprenditori si confrontano su questi e altri temi: non in astratto, ma a partire da situazioni reali, strategie applicate, errori fatti e risultati ottenuti. Il network è aperto su candidatura, per chi gestisce un’impresa strutturata e vuole crescere sul serio.

Se vuoi confrontarti con altri imprenditori come te, e scoprire strategie avanzate per evolvere il tuo business e crescere a livello personale e professionale, scopri se hai i requisiti per entrare.

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