Matteo Pinato è la trasformazione di un imprenditore che ha scelto il confronto per andare oltre.
C’è una fase della vita imprenditoriale in cui tutto funziona.
L’azienda è in ordine, i clienti soddisfatti, i margini sotto controllo.
Non c’è urgenza, ma una domanda inizia a farsi spazio: è questo il massimo che posso ottenere dal mio business?
Per Matteo Pinato, titolare di KM Soltec, quella domanda non è nata da un momento di crisi. È nata quando le cose andavano bene.
Dopo aver fondato KM Soltec tra il 2017 e il 2018 ha fatto tutto quello che un imprenditore responsabile dovrebbe fare: ha studiato nuovi modelli, ha riorganizzato l’offerta, ha ristrutturato l’azienda per renderla autonoma dalla sua presenza.
L’obiettivo era chiaro: creare una struttura in grado di funzionare anche senza di lui, un team capace di prendersi responsabilità vere, un’organizzazione solida ma agile. E c’è riuscito. Ma la vera sfida è arrivata dopo.
L’urgenza che arriva quando tutto fila
In meno di dieci anni, KM Soltec ha superato i due milioni di euro di fatturato e strutturato un team di dieci persone. Ma proprio quando l’organizzazione era finalmente efficiente e autonoma, Matteo ha capito che non poteva crescere da solo.
Non era una questione tecnica, era una questione di confronto.
Serviva ascoltare altri imprenditori, vedere da vicino come affrontano le scelte nei momenti chiave, aprirsi a visioni diverse.
Era il 2021, in piena pandemia. Ed è lì che è iniziato il suo percorso in Quantico Business Club.
L’ingresso nel Club e il confronto tra pari
Matteo conosce Lorenzo Ait e Gianluca Massini Rosati e si riconosce nell’imprenditorialità che rappresentano: ambiziosa, concreta, orientata a risultati misurabili. Decide di entrare nel Club, inizialmente per spezzare la solitudine imprenditoriale, poi per molto altro.
Inizia a frequentare Business Meeting tra Milano e il Veneto, dove incontra imprenditori che – pur in settori diversi – si pongono le sue stesse domande.
Le conversazioni, da subito, sono solide.
Parlano di leadership, marketing, scelte operative, gestione del team.
Si creano connessioni autentiche. Alcune diventano collaborazioni, altre vere e proprie amicizie, come quella con Andrea Mattia Ciranna, che era suo cliente prima ancora di scoprirlo come socio nel Club.
La formazione che incide
Per Matteo, ogni scelta formativa ha un obiettivo operativo.
Il Master in Gestione d’Impresa lo porta a strutturare piani di carriera e introdurre figure chiave in azienda. Il passaggio verso una visione C-Level avviene senza scossoni, ma con fermezza. L’azienda inizia a camminare con gambe ancora più solide.
Poi arriva il Master in Finanza d’Impresa, con Giordano Guerrieri.
È un passaggio fondamentale. Matteo impara a gestire i rapporti con le banche in modo strategico, pianifica l’accesso a bandi con la finanza agevolata e scopre il Credit Book©. Gli strumenti acquisiti lo portano a diventare cliente Finera per due anni di fila: per usare la finanza come leva di sviluppo.
Le Experience per ricaricarsi
Le Quantico Experience rappresentano per Matteo qualcosa di unico: un’occasione per staccarsi dall’operatività, ma restando immerso in un contesto di alto livello imprenditoriale. Non sono solo momenti di ispirazione, ma reset strategici, dove il confronto diventa pura carica.
Ricorda con entusiasmo la visita al lanificio storico dei Fratelli Piacenza, occasione per riflettere su come anche aziende lontane dal proprio settore possano offrire idee preziose. O l’esperienza di team building The Incredible Machine, dove costruire insieme una macchina è stato un momento per lavorare sulla leadership, il coordinamento e la visione comune.
E poi ci sono gli incontri con relatori d’eccezione come Sergio Borra, che in lui lasciano sempre un segno profondo. Per Matteo, le Experience aiutano a “stare sul pezzo” e a guidare la propria impresa con ancora più lucidità.
Quantum Program: il lavoro profondo
Quando partecipa al Quantum Program, Matteo è pronto a portare il confronto a un livello ancora più alto. Il focus si sposta su miglioramento continuo e ottimizzazione. Inizia a lavorare sul potenziamento del reparto vendite, approfondisce l’uso dell’Intelligenza Artificiale come leva organizzativa e, grazie al confronto con altri soci, introduce politiche di welfare aziendale che rafforzano il senso di appartenenza del team.
Non si tratta più solo di “far andare avanti l’azienda”, ma di darle una direzione chiara nel tempo, con scelte strutturate, coerenti, pensate per durare.
Il futuro è già tracciato
Oggi, Matteo guarda avanti. Sta consolidando la presenza in Spagna e Germania, due mercati molto diversi tra loro, ma entrambi strategici. La Spagna, con un tessuto culturale e imprenditoriale affine all’Italia, rappresenta un’espansione naturale. La Germania, in una fase più complessa, è una scommessa calcolata: entrare ora per farsi trovare pronti quando il mercato tornerà a crescere.
Ma c’è di più. Il piano per il 2026 prevede l’ingresso in mercati extraeuropei, a partire dall’Africa. Non per disperdere energie, ma per diversificare consapevolmente.
L’obiettivo di lungo periodo: rendere l’azienda sempre più solida in nuovi territori mantenendo il DNA tecnico e la flessibilità organizzativa che l’hanno resa competitiva.
Questa storia riguarda ogni imprenditore
Quella di Matteo Pinato è il racconto di un imprenditore che ha scelto di non accontentarsi. Che ha costruito prima di confrontarsi, ma che cresce grazie al confronto.
Per chi guida una PMI, il messaggio è chiaro: la differenza non la fa chi sa tutto, ma chi è disposto a mettersi in gioco anche quando ha già costruito tanto.
E proprio per questo, Matteo oggi è pronto a fare il salto Quantico.
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